I problemi alla vista dipendono dal dna

Tutto ciò che sta nei nostri occhi ci dice chi siamo e da dove veniamo: il colore, la forma, ma anche i difetti di vista ed alcune malattie sono già scritte nel nostro patrimonio genetico.

Questo vuol dire che, fermo restando che le visite oculistiche sono obbligatorie a partire dai primi mesi di vita, chi nasce da genitori con deficit visivi importanti o con malattie oculari ereditarie deve più frequentemente rivolgersi al proprio oculista di fiducia.  

Alla base di tutti i difetti refrattivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia) il primo fattore da prendere in considerazione resta quindi la componente ereditaria anche se la penetranza, ovvero la possibilità che il difetto si manifesti, non è del 100% e l’espressività, cioè l’entità del difetto, non sarà per forza identica a quella dei genitori. A titolo di esempio un paragone è quello della statura: se un genitore è alto 1 e 70 è improbabile che il figlio sia alto 1 e 90, anche se non tutti i figli verosimilmente avranno la stessa altezza.

Purtroppo con il dna possono essere trasmesse patologie molto serie. Questo vale sia per malattie ereditarie rare causate da mutazioni genetiche rare, cioè presenti in meno dell'1% della popolazione, tipo la maculopatia di Stargardt o la retinite pigmentosa, ma anche per malattie comuni tipo il Glaucoma, la Miopia o la degenerazione maculare legata all'età. Addirittura nel caso della degenerazione maculare legata all'età si calcola che il 70% del rischio di avere la malattia sia genetico e solo il 30% legato a fattori ambientali, tipo il fumo, l'obesità e l'ipertensione arteriosa.

Insomma, se in famiglia ci sono membri con deficit o patologie serie oculari parlatene con il vostro oculista che vi saprà consigliare come prevenire al meglio la situazione!

 

 

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